Algernon Blackwood, la biografia

Algernon Blackwood

Algernon Blackwood nasce a Shooter hill nel 1869, dove trascorre l'infanzia sotto un'opprimente campana di vetro, trattato alla stregua di un sorvegliato speciale dai suoi genitori. Il padre, Arthur, è un impiegato dell'ufficio postale con delle forti ideologie religiose di ispirazione calvinista, estremamente autoritario e rigido nei confronti dei propri figli. Già nella prima adolescenza Algernon Blackwood dimostra di essere dotato di una spiccata sensibilità e coltiva forti interessi per il mondo del soprannaturale e per l'occultismo, oltre ad interessarsi alla religione induista, con profondo orrore e disgusto di suo padre.
All'età di 20 anni inizia il suo girovagare per il mondo, durante il quale ha modo di sperimentare i lavori più vari: agricoltore, giornalista, barista, segretario, modello, istruttore di violino, tutte professioni nelle quali si rivelerà fallimentare. Solamente esercitando il mestiere di reporter per il New York Times Blackwood trova stimoli al suo lavoro, e l'ispirazione per scrivere i suoi primi racconti.
Vittima di un forte senso di nostalgia per la sua terra natia, torna in Inghilterra nel 1899 e sulla scorta delle esperienze vissute a New York pubblica la sua prima raccolta di fantasmi: la casa vuota e altre storie di fantasmi. Si tratta di un'opera prima che segna l'esordio letterario di uno gli autori più prolifici di storie soprannaturali.
Blackwood non si sposò mai, desideroso forse di una libertà che gli fu sottratta nell'infanzia. Eppure, a differenza di tanti altri celebri solitari, ha molti amici che lo descrivono come un fine umorista, in grado di intrattenere amabilmente i propri ospiti. Ama viaggiare, sciare e non disdegna le escursioni nel verde; è curioso verso il prossimo e affascinante per chi fa la sua conoscenza. Un insolito solitario potremmo definirlo, sufficientemente aperto per apprezzare la buona compagnia, ma non bramoso di essa al punto da sacrificare la propria individualità.
Anche Blackwood, come Machen, fa parte dell'ordine ermetico della Golden Dawn - dedito all'occultismo e allo spiritismo - e sembra nutra interessi per la setta dei rosacroce.
Durante gli ultimi anni della sua vita Algernon Blackwood si lascia conquistare dal mass media per eccellenza, la televisione, e conduce per la BBC una serie televisiva dal titolo saturday night story, nella quale con le sue abilità di intrattenitore racconta in ogni puntata una delle sue incredibili storie di fantasmi. Muore nel 1951 a Londra per una trombosi celebrale. Aveva 82 anni.

Opere e stile

Algernon Blackwood è stato sovente criticato per il suo stile didascalico e prolisso, che si perde in excursus descrittivi, in particolare quando si cimenta nel genere del romanzo. In realtà, fu un uomo della vastissima cultura, che amava ciò di cui scriveva e sentiva un enorme bisogno di comunicare le sue conoscenze. Nei racconti del soprannaturale - che hanno il loro apice ne "i salici" e "il wendigo" -  egli esplora universi mistici e fantastici, invita il lettore ad abbandonarsi alle sue parole, lo prende  per mano e lo accompagna al riparo dalla noiosa quotidianità, nel suo mondo fatto di atmosfere cupe e purissime.
Ma fra i suoi oltre quaranta libri pubblicati non vi sono solamente racconti o romanzi dell'orrore.
Algernon Blackwood è anche il padre del detective dell'occulto John Silence, un arguto investigatore alle prese con casi complessi e arzigogolati, che sfociano nel soprannaturale ma che allo stesso tempo posseggono i connotati del classico giallo. Realizza inoltre una singolare odissea mistica, ispirata ad un viaggio in Grecia, dal titolo "il centauro".
H.P. Lovecraft lo considera uno dei più grandi autori di Ghost stories mai esistiti.

Opere recensite di Argenon Blackwood

John Silence e altri incubi

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