Vathek, di William Beckford, Recensione

vathek

Titolo: Vathek e gli episodi
Autore: William Beckford
Genere: romanzo
Editore: Bompiani

Vathek, conosciuto anche col titolo alternativo di storia del califfo Vathek, è un romanzo gotico scritto da William Beckford nel 1782 nel Regno unito e pubblicato in lingua francese.
Scritto di getto in appena tre giorni, qualche anno dopo la pubblicazione de "il castello di Otranto", Vathek riprende le stesse atmosfere gotiche "Walpolesche", arricchite dagli orientalismi presenti nelle mille e una notte, genere che all'epoca era decisamente di tendenza. William Beckford si serve della sua esperienza come narratore di racconti di viaggio e ambienta il suo romanzo horror nelle terre lontane dei califfi, in Arabia, precisamente a Samarah, nome che richiama la reale capitale Abbaside Samarra; anche il personaggio del califfo Vathek, protagonista della storia, potrebbe essere ispirato ad un califfo Abbaside realmente esistito: Al-Wathiq ibm Mutasim.
La storia è un viaggio assurdo, folle e fantastico all'inseguimento dell'abbondanza materiale, agognata dagli uomini(rappresentati dal califfo Vathek) con tracotanza a discapito della propria salvezza spirituale; la descrizione di un lusso ostentato è veicolata da un sarcasmo cinico e crudele verso il protagonista, che appare ottuso e irredimibile. Vathek è scritto in terza persona, da un narratore onnisciente - quasi onnisciente, egli non conosce i sentimenti dei personaggi - che durante tutta l'opera prende letteralmente per mano il lettore accompagnandolo scena per scena.

Vathek, trama completa

Il califfo Vathek è un uomo potente e crudele. Il suo palazzo reale è di dimensioni impressionanti, così come le sue ricchezze. Un giorno giunge a corte uno straniero dalle fattezze orribili; egli sostiene di essere un mercante indiano, che reca con sé merce di inestimabile valore: coltelli che tagliano senza l'utilizzo delle mani, calzature che consentono di camminare senza faticare, sciabole miracolose e tante altre meraviglie. Il mercante tuttavia si dimostra irriverente nei confronti del califfo che in preda all'ira lo fa imprigionare. L'individuo misterioso fugge subito dalla sua prigione uccidendo le guardie, e si ripresenta senza timore davanti al califfo Vathek, il quale estasiato dalle sue arti magiche invece di punirlo decide di prenderlo come proprio maestro, dandogli il nome di Giaour (l'infedele, il bestemmiatore).

Lo straniero è in realtà un djinni, un demone della mitologia orientale proveniente dall'Eblis, l'equivalente del nostro inferno.Nella sua insanabile crudeltà Giaour propone a Vathek di rinnegare Maometto per abbracciare la sua religione e di compiere un sacrificio di 50 bambini, in cambio di oggetti dai poteri grandissimi e con la promessa di un viaggio nelle profondità dell'Eblis alla scoperta del palazzo del fuoco sotterraneo.
Il califfo Vathek acconsente...

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