Il monaco e la figlia del boia, Ambrose Bierce, Recensione

il monaco e la figlia del boia

titolo: il monaco e la figlia del boia 
Autore: Ambrose Bierce
Genere: Romanzo breve
Editore: Polistampa

Il monaco e la figlia del boia è un romanzo breve scritto in prima persona da Ambrose Bierce nel 1892, utilizzando l'espediente narrativo del diario.
L'opera è una rivisitazione di un'antica novella tedesca dalle tinte fosche andata perduta nel tempo. Bierce, dopo averla sottratta a un oblio immeritato, la rimodella con il suo stile forte e provocatorio. Un paesaggio gotico e oscuro, fra le cui rovine clericali si aggirano esseri spettrali, fa da cornice a una storia drammatica e struggente. Mistero, paura, amore e ipocrisia sono i temi presenti in il monaco e la figlia del boia, romanzo breve che in poche pagine condensa riflessioni e paure di una società bigotta ma incredibilmente attuale a 120 anni di distanza.

Il monaco e la figlia del boia - trama

Tre monaci francescani, fra cui Ambrosius,  narratore della storia, vengono inviati in un monastero rurale alle pendici delle Alpi. Li, l'uomo fa la conoscenza di una giovane ragazza di nome Benedicta, che vive emarginata e  guardata con sospetto dagli abitanti del villaggio. Benedicta è infatti la figlia del boia locale. Il monaco Ambrosius prende a cuore la vicenda personale della fanciulla e frequentandola finisce con l'innamorarsene. I suoi sentimenti però creano enorme scandalo fra i suoi confratelli e gli uomini del villaggio. Il finale della storia riserva più di una sorpresa.

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